Etichette > la collezione

Castello Barolo - WiMu

La collezione internazionale di etichette da vino d’uva - Fondo Cesare e Maria Baroni Urbani è stata costituita dal Prof. Cesare Baroni Urbani e dalla moglie Maria in vent’anni di attento e paziente lavoro. È probabilmente, nella sua complessità e varietà, la più ricca collezione esistente di etichette da vino. Conta circa 282.000 esemplari, singoli, diversi e autentici, che datano dalla fine del Settecento ai giorni nostri e rappresentano tutti i Paesi produttori di vino riconosciuti dall’ONU, tranne l’Iraq.

Il suo creatore, il Prof. Cesare Baroni Urbani, entomologo e docente ora in pensione dell’Università di Basilea, l’ha raccolta pezzo per pezzo in vent’anni di paziente lavoro, compiuto con l’aiuto della moglie Maria De Andrade, fra ricerche e acquisizioni.  Nell’ottobre 2012 l’ha donata al Comune di Barolo destinandola al WiMu - Museo del Vino a Barolo, individuato quale realtà in grado di continuare ad accrescerla e a valorizzarla, consentendone al contempo la fruizione da parte di un ampio pubblico. La collezione è custodita presso il WiMu, in locali appositamente predisposti.

Le etichette della collezione sono state ottenute per lo più direttamente dai produttori, la maggior parte dei quali acconsente a inviare le etichette più recenti. Alcune cantine tra le più prestigiose si rifiutano invece categoricamente. In questi casi il Professore ha comperato le bottiglie per staccarne l’etichetta. Impresa spesso difficile, poiché essa è l’unica garanzia del contenuto di una bottiglia e, per i vini più famosi e costosi, è protetta da potenti colle al fine di impedirne la rimozione. Un tempo anche fra i fondi di vecchie tipografie potevano essere recuperate etichette, ma si tratta di un caso ormai insperato. Numerosi altri esemplari sono stati acquisiti tramite scambi con altri collezionisti. Alcuni provengono da aste.  

Le etichette hanno un importante valore documentario. Offrono informazioni su molti vini di grande interesse storico o geografico, o di notevole qualità, di cui non restano tracce. E se nulla possono dire della qualità del vino che vestono, molto raccontano invece dei caratteri del luogo, del tempo e del contesto culturale in cui sono state realizzate.   Le dimensioni, la carta di cui sono fatte, il tipo di stampa, gli elementi decorativi e gli stili che ne definiscono l’estetica riverberano – prima e indipendentemente dal vino che promuovono – le condizioni economiche, tecnologiche, sociali del mondo in cui quel vino è prodotto. Ne testimoniamo vicende, costumi e gusti, ne celebrano avvenimenti. Raccontano storie, personali e collettive. La ricchezza e la varietà del Fondo Baroni Urbani, in più, ne consente una lettura trasversale a luoghi e tempi.

Il Comune di Barolo e la Barolo & Castles Foundation, gestore del WiMu, hanno assunto con il Prof. Baroni Urbani l’impegno di continuare ad accrescere la collezione. Al contempo, le attività espositive, la didattica e la programmata digitalizzazione sono finalizzate alla sua piena valorizzazione.

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

La collezione internazionale di etichette da vino d’uva