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WiMu Barolo
foto Archivio Castelli doc

Il più innovativo museo del vino in Italia e tra i più importanti al mondo apre i battenti nel settembre 2010. Sorge nel cuore di un territorio famoso nel mondo per i suoi vini e all'interno di un castello dalla storia millenaria, allestito lungo i suoi cinque piani.

Frutto dell'estro di François Confino, autore degli allestimenti di mostre e musei in tutto il mondo, propone un viaggio interattivo ed emozionale attraverso la cultura e la tradizione del vino, prodotto culturale capace di scandire l'evoluzione di civiltà intere, influenzare l'espressione artistica e plasmare il volto di territori e popoli.

Proprio questo aspetto, questo legame stretto con l'uomo e l'intrecciarsi delle reciproche storie – trasversale a innumerevoli civiltà – "spiega" il WiMu. Come ha chiaramente espresso lo stesso Confino:
«Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo. Ma nessuno di essi racconta la dimensione straordinaria e culturale del vino. E per me, invece, era fondamentale creare un percorso di visita poetico. Non un luogo dove si apprende come si fa il vino, ma un luogo che parli del rapporto tra noi e "lui"».

Il percorso di visita è strutturato come una discesa in profondità nella cultura del vino: la suggestione di addentrarsi nei misteri e nei miti del frutto di Bacco corrisponde alla sensazione fisica di raggiungere il cuore del castello Falletti, seguendo il percorso di visita che procede dal terzo piano fino ai livelli semi- interrati.

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«Non un luogo dove si apprende come si fa il vino, ma un luogo che parli del rapporto tra "noi" e "lui"»
F. CONFINO